Latino per Vacanze di Natale

Written by cthebest on gen 05 2010
Giudizio di Livio su Annibale (pag 70 n 1)
Missus hannibal in hispaniam, primo statim adventu omnem exercitum in se convertit. Plurimum enim audaciae ad pericula capessenda, plurimum consilii inter ipsa pericula in illo erat. Nullo labore aut corpes fatigari aut animus vinci poterat. Caloris ac frigoris patientia par; vigiliarum somnique tempora nec die nec nocte discriminata erant: id quod gerendis rebus superesset, quieti dabat. Equitum peditumque idem longe primus erat, princeps in proelium ibat, ultimus conserto proelio excedebat. Has tantas viri virtutes ingentia vitia aequabant; inhumana crudelitas, perfidia plus quam Punica, nihil veri, nihil sancti nullas deorum metus, nullus ius iurandum, nulla religio. Cum hac indole virtutum atque vitiorum, triennio sub Hasdrubale imperatore meruit.
da Livio

Annibale venne inviato in Spagna e subito all’arrivo attirò su di sé l’attenzione dell’intero esercito. Era infatti molto audace nell’affrontare il pericolo, molto (sott. audace) era dentro quello stesso pericolo. Il suo corpo non poteva essere affaticato o l’animo sconfitto da alcuna fatica. Sapeva sopportare allo stesso modo il caldo e il freddo; mangiava e beveva quanto era richiesto dalla natura, senza indulgere alla gola; dormiva senza orari fissi di giorno o di notte, dedicando al riposo il tempo che eventualmente era avanzato alle azioni di guerra. Egli stesso era di gran lunga il primo della cavalleria e della fanteria; era infine sempre il primo ad entrare in battaglia e l’ultimo a lasciarne il terreno. A tanto grandi qualità corrispondevano altrettanto grandi difetti: crudeltà disumana, slealtà maggiore dei suoi concittadini, non c’era in lui niente di vero, niente di sacro, nessun timore degli dei, nessun rispetto dei giuramenti, nessuno scrupolo.*-* Con questa base di vizi e di virtù prestò servizio per tre anni sotto il comandante Asdrubale.
Tratto da Splash Latino – http://www.latin.it/versione/1515
paragigmi:
mitto, mittis, misi, missum, mittĕre
converto, convertis, converti, conversum, convertĕre
căpesso, căpessis, capessii, căpessĕre
sum, es, fui, esse
fătīgo, fătīgas, fatigavi, fatigatum, fătīgāre
possum, potes, potui, posse
gĕro, gĕris, gessi, gestum, gĕrĕre
sŭpersum, sŭperes, sŭperfui, sŭperesse
do, das, dedi, datum, dāre
ĕo, is, ii, itum, ire
excēdo, excēdis, excessi, excessum, excēdĕre
aequo, aequas, aequavi, aequatum, aequāre
mĕrĕo, mĕres, merui, meritum, mĕrēre

La Sfortuna di Milziade META' VERSIONE (pag 71 n 4)
Inizio: Post hoc proelium classem septuaginta navium Athenienses Miltiadi…
Fine: …sa, utrisque venit in opinionem signum a classiaris regiis datum esse.
Dopo questa battaglia gli Ateniesi diedero a Milziade una flotta di 70 navi per perseguire le isole che avevano aiutato i barbari nella guerra.. Tra queste non potendo riconciliare con il discorso l’isola di Paro, fiera della sua potenza, portà truppe fuori dalle navi, cinse la città con opere d’assedio e privò (la città) di tutti gli approvvigionamenti.*-* Stando per impadronirsi della città, nonso in quale modo in ore notturne fu dato alle fiamme (fu incendiato) un bosco non distante sulla terraferma. Non appena le sue fiamme furono scorte (viste) dai cittadini e dagli assalitori ad entrambivenne alla mente che dai soldati della flotta del re fosse stato dato il segnale.
Tratto da Splash Latino – http://www.latin.it/versione/1518
LA SECONDA PARTE E’ IN ARRIVO. stay tuned ;)

Latino 12/11/09 (metà >.<)

Written by cthebest on nov 11 2009

Nulla res est in usu militari posita, quae Pompeii scientiam fugere possit.(Cicerone)
Nessuna cosa è posta nell’uso militare, che Pompeo possa fuggire la conoscenza

Oratorem irasci minime decet, simulare non dedecet.(Cicerone)
Conviene poco all’oratore irritarsi, non conviene fingere

Non omnes arbusta iuvant humilesque myricae.(Virgilio)
Non a tutti piacciono gli arbusti e i bassi tamerici

Triumphantes vistore cum exercitu urbem inierunt consules.(Liv.)
I consoli entrarono in città con l’esercito vincitore trionfanti

Belgae,antiquitus Rhenum traducti, propter loci fertilitatem in Gallia consederunt.(Cic.)
I Belgi, trasferitisi anticamente al Reno, per la fertilità del luogo hanno sede in Gallia

Iugurtha, singulas turmas et manipulos circumiens, monet adque obtestatur ut regnum suum ab avaritia Romanorum defendant.(Sall.)
Giugurta, aggirando le singole schiere e i manipoli, ammonì e supplicò che difendessero il regno dall’avarizia dei romani

Omnes fontes aestate quam hieme gelidiores esse quem fallit?(Plin.)
Tutte le fonti d’estate sono più fredde che in inverno sbaglio?

Frater carissime, quamquam tibi immatura vita erepta est, tamen laetandum magis quam dolendum puto casum tuum.(Sall.)
Fratello carissimo, sebbene a te la vita è stata strappata precocemente, tuttavia ritengo il tuo caso più da rasserenare che dolere

Cunctae praefecturae libentissimis animis Caesarem recipiunt exercitumque eius omnibus rebus iuvant.(Ces.)
Tutte le prefetture accolsero Cesare con animi assai liberi e aiutarono il suo esercito in tutte le cose

Vix invenitur qui, laboribus susceptis periculisque aditis, non quasi mercedem rerum gestarum desideret gloriam.(Cic.)
Difficilmente si trova chi, sostenute le fatiche e affrontati i pericoli, non desideri la gloria come ricompensa delle imprese


Lord Attanasio da Napoli

Written by cthebest on nov 07 2009


latinuz… n2 pag53

Written by cthebest on ott 06 2009
In hoc ita flectendi sumus, ut omnia vulgi vitia non invisa nobis, sed ridicula uideantur, et Democritum nos iuvet potius quam Heraclitum: hic enim, quotiens in publicum processerat, flebat, ille ridebat; huic omnia quae agimus miseriae, illi ineptiae videbantur. Eleuanda ergo omnia et facili animo ferenda sunt: humanius est deridere uitam quam deplorare, humanum quoque genus melius adiuvat qui ridet illud quam qui luget: ille aliquid sperat, hic autem stulte deflet quae corrigi posse desperat. Satius autem est publicos mores et humana uitia placide accipere nec ea ridere nec nimis flere: nam aliena mala dolere aeterna miseria est, alienis malis gaudere uoluptas inhumana. In suis quoque oportet sapientem ita se gerere ut dolori tantum det quantum natura poscit, non quantum consuetudo. Plerique enim lacrimas fundunt ut ostendant, et totiens siccos oculos habent, quotiens spectator defuit, turpe iudicantes non flere quae omnes fleant. Etiam res simplicissima, dolor, venit in simulationem.
In questa cosa (in ciò) dobbiamo essere persuasi in modo che tutti i vizi del popolo ci sembrino non odiosi, ma ridicoli, e che a noi sia più gradito Democrito che Eraclito: infatti questo, ogni volta che si mostrava in pubblico, piangeva, quello rideva; a questo tutte le cose che noi facciamo sembravano miserie, a quello sciocchezze. Perciò dobbiamo alleviare e sopportare ogni cosa con animo sereno: è più conforme alla natura umana deridere la vita piuttosto che piangervi sopra, è più utile al genere umano chi lo deride di chi lo piange: quello spera in qualcosa, questo invece stoltamente piange ciò che dispera possa esser corretto. Infatti è sufficiente accettare tranquillamente i costumi pubblici e i vizi umani e non deriderli né piangere troppo : infatti dispiacersi dei dolori altrui è un’eterna angoscia, godere dei mali altrui è una gioia inumana. Anche nelle proprie disgrazie è necessario che il saggio si comporti in modo tale da concedere al dolore quanto la natura richiede, non quanto la consuetudine. Infatti i più piangono per far vedere, e tutte le volte che manca lo spettatore hanno gli occhi asciutti, ritenendo turpe non piangere ciò che tutti piangono. Anche la cosa più semplice, il dolore, viene finto.
paradigmi:
flecto, flectis, flexi, flexum, flectĕre / iŭvo, iŭvas, iuvi, iutum, iŭvāre prōcēdo, prōcēdis, processi, processum, prōcēdĕre / flĕo, fles, flevi, fletum, flēre rīdĕo, rīdes, risi, risum, rīdēre / ăgo, ăgis, egi, actum, ăgĕre vĭdĕor, vĭdēris, visus sum, vĭdēri / fĕro, fĕrs, tuli, latum, fĕrre dēplōro, dēplōras, deploravi, deploratum, dēplōrāre / adiŭvo, adiŭvas, adiuvi, adiutum, adiŭvāre rīdĕo, rīdes, risi, risum, rīdēre / lūgĕo, lūges, luxi, luctum, lūgēre spēro, spēras, speravi, speratum, spērāre / dēflĕo, dēfles, deflevi, defletum, dēflēre despēro, despēras, desperavi, desperatum, despērāre / sum, es, fui, esse accĭpĭo, accĭpis, accepi, acceptum, accĭpĕre / rīdĕo, rīdes, risi, risum, rīdēre dŏlĕo, dŏles, dolui, dŏlēre / gĕro, gĕris, gessi, gestum, gĕrĕre posco, poscis, poposci, poscĕre / fundo, fundis, fudi, fusum, fundĕre ostendo, ostendis, ostendi, ostentum, ostendĕre / hăbĕo, hăbes, habui, habitum, hăbēre desum, dees, defui, deesse / flĕo, fles, flevi, fletum, flēre / vēnĕo, vēnis, venii, um, vēnire

Modi di tradurre le finali

Written by cthebest on set 17 2009

La Proposizione Finale

UT / NE + congiuntivo presente / imperfetto

UT/NE + congiuntivo presente si usa quando nella proposizione principale c’è un tempo principale (presente o futuro)

UT/NE + congiuntivo imperfetto si usa quando nella proposizione principale c’è un tempo storico (perfetto o piuccheperfetto)

UT ha il significato di: per, affinchè.
NE ha il sifnificato di: per non, affinchè non.

Es. n°1: Vennero gli ambasciatori per chiedere la pace
Legati venerunt ut peterent pacem

Es. n°2: Vengono gli ambasciatori per chiedere la pace
Legati veniunt ut petant pacem

Es. n°3: I prigionieri fuggirono per non essere condannati
Captivi effugerunt ne damnarentur

Nell’esempio n°1, essendoci nella proposizione principale “vennero” (tempo storico), abbiamo tradotto la principale cn “venerunt” e di conseguenza la finale cn “ut + peterent”.

Nell’esempio n°2, essendoci nella proposizione principale “vengono” (tempo principale), abbiamo tradotto la principale cn “veniunt” e di conseguenza la finale cn “ut + petant”.

Nell’esempio n°3 la proposizione finale “per non essere condannati” stata trdotta cn “ne + damnarentur”

ATTENZIONE! Non bisogna mai tradurre per “non/affinchè non…” con “ut ne…”

ALTRI MODI :
-con quo + congiuntivo in presenza di aggettivi al grado comparativo;
-qui, quae, quod + congiuntivo
-con causa gratia che seguono un verbo al gerundio (o gerundivo) al caso genitivo;
-con adin seguiti da un verbo al gerundio (o gerundivo) al caso accusativo.
-con il gerundio in caso dativo, solo in presenza di aggettivi quali,utilis (utile), aptus (adatto) ecc…;
-con il supino in -um, che quando si trova in dipendenza da verbi di movimento ha esclusivamente valore finale;
-con il participio futuro del verbo
-con il pronome qui, quae, quod + indicativo quando ha un valore di relativa improria